DAL SITO: orizzonte-guatemala.blogspot.com

 

domenica 13 giugno 2010

165 - LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ING. ÁLVARO COLOM

Signor Presidente, secondo informazioni pubblicate nel Giornale Prensa Libero del 2 di Giugno del 2010, lei ha dichiarato che "lo Stato non ordinerà la sospensione delle attività della Miniera Marlin", affermando che "fino al momento non c'è fondamento per ciò."

Queste affermazioni mettono in discussione la sua responsabilità di cercare il bene comune poiché un semplice sospetto di violazione dei diritti umani obbliga lo Stato ad agire a beneficio degli abitanti dal territorio, come prevede la Costituzione Politica della Repubblica.

La risoluzione che esige la sospensione delle attività della miniera Marlín in Sipacapa e San Miguel Ixtahuacán, San Marcos, proviene da un organismo internazionale creato nella quadro della Convenzione Americana dei diritti umani, della quale fa parte il Guatemala.

Se la decisione della Corte Interamericana dei diritti umani non è rispettata, ciò può dare luogo a che detta Corte, in base della sua giurisprudenza, condanni lo Stato del Guatemala e gli imponga l'obbligo di indennizzare i danni causati, indennizzo che dovrà essere pagato coi fondi propri del popolo del Guatemala.

Diverse organizzazioni e noi che firmiamo questa lettera deploriamo la mancanza di decisioni, da parte del suo Governo, che proteggano le risorse naturali dal nostro Paese e che si privilegi maggiormente il lucro e il guadagno immediato di compagnie nazionali e transnazionali, a danno del rispetto all'ecosistema che garantisce la qualità di vita degli uomini e donne guatemaltechi.

Ugualmente ci rattrista che nonostante le sue dichiarazioni di fare un Governo dal volto maya, le voci e le domande delle popolazioni indigene non siano stati ascoltate. Questo è il caso concreto di Sipacapa e San Miguel Ixtahuacán e della grande maggioranza di municipi di Huehuetenango.

Signor Presidente, Lei sa che una misura cautelare è semplicemente e spontaneamente un meccanismo per evitare danni maggiori o assicurare che non si leda più la vita e la dignità umana.

In un vero stato democratico, il principio di prevenire danni maggiori che mettano in pericolo la vita delle persone rafforza la democrazia.

Col rispetto che Lei merita, ma contemporaneamente con la fermezza che nasce dalla ricerca del bene dei più impoveriti ed esclusi Le chiediamo Signor Presidente che dia esecuzione alle disposizioni della Corte Interamericana dei Diritti umani.

Non desideriamo dal governo strategie dilatorie per risolvere, in modo giusto e favorevole ad una migliore qualità di vita dei guatemaltechi, tutta la problematica nata dell'attuale politica che continua concedendo licenze di esplorazione e sfruttamento minerario.

 

Monsignor Álvaro Ramazzini

Vescovo di San Marcos, Pastorale Social/COPAE

Rigoberta Menchú Tum

Premio Nobel della Pace, Fondazione Rigoberta Menchu Tum

 

domenica 30 maggio 2010

136 - LULTIMA ERUZIONE E STATA LA PIU DISASTROSA

Il numero delle persone rifugiate a causa dell’eruzione del Vulcano Pacaya arriva a quasi duemila, costoro hanno riferito che ciò che hanno vissuto lo scorso giovedì è stata l’esperienza più disastrosa e difficile della loro vita. La maggior parte dei rifugiati proviene da sette comunità ubicate intorno al vulcano, e tutti sono stati d’accordo nell’affermare che “l’ultima eruzione è stata la più disastrosa”.

“Sembrava il giorno del giudizio. Ho passato 45 minuti sotto un tavolo di legno, con i miei due figli abbracciati e dicendo a Dio che mi affidavo alla sua volontà, perché continuavano a cadere pietre incendiate, prima sul tetto e poi accanto a noi” ha riferito Auralinda Chácon. Lei risiede a San Francisco di Sales, una delle sette comunità colpite dall’eruzione, i cui abitanti si trovano da giovedì notte in sette rifugi in San Vicente Pacaya.

Anche altri rifugiati hanno riferito che questa è stata la peggiore esperienza che hanno vissuto nella loro vita alle falde del vulcano.

Fausto Morales, di 66 anni, è nato e cresciuto a San Josè Bejucal. Ha assicurato che è stato testimone di varie eruzioni, ma mai sono rimasti senza nulla come ora. “Speriamo che ci aiutino con alcuni materiali per ricostruire le nostre case, perché abbiamo perso tutto”, ha detto.

Le comunità colpite sono San José Calderas, San Francisco de Sales, El Cedro, El Patrocinio, El Caracolito, El Rodeo y Los Ríos, la cui popolazione è rifugiata in alcuni alloggi di San Vicente Pacaya.

Per queste persone piove sul bagnato. Ieri, intorno alle 16,30 una frana ha abbattuto la parete di una montagna al km. 52, verso l’ultimo abitato, e per questo sono rimasti isolati.

Uno dei problemi maggiori è che i quasi duemila rifugiati hanno alimenti solo per oggi, e che i rifugiati nel salone municipale sono stati portati in un altro luogo, dato che il salone è stato danneggiato dalle inondazioni.

Prensa Libre 30/05/2010

 

domenica 30 maggio 2010

138 - TEMPESTA AGATHA CAUSA INONDAZIONI IN DIVERSI PUNTI DEL PAESE.

La costante pioggia generata dalla tempesta tropicale Agatha ha causato inondazioni in differenti parti del paese, specialmente Chimaltenango, Escuintla, Quetzaltenango, San Marcos, Suchitepéquez, Retalhuleu y Sololá.

Nei municipidi Tecpán e Patzún, Chimaltenango, il Coordinamento Nazionale per la Prevenzione  dei Disastri (CONRED) ha abilitato vari alloggi per trasferire 150 persone le cui abitazioni sono state travolte dalle intense piogge.

I drenaggi di questi municipi sono collassati, e per questo motivo l’acqua inonda già varie case.

Il corso d’acqua ha fatto collassare i collettori pluviali municipali al km. 54,5 della Carretera Interamericana, e nei pressi del mercato principale c’è stato una frana, e per questo il Municipio di Chimaltenango ha deviato il traffico veicolare sulla 2° strada della zona 4.

A Coatepeque la tracimazione dei fiumi Ocosito, Pacayà e Naranjo ha causato la evacuazione di decine di famiglie che abitano la costa di questo municipio, famiglie che sono state trasferite in quattro alloggi messi a disposizione dalla municipalità.

La strada tra Ostuncalco e Colomba e Coatepeque è stata ostruita da una frana al km. 233, frana provocata da correnti di acqua che hanno trasportato pietre, alberi e fango. La CONRED riferisce che  al km. 29 e 33 della Via al Pacifico, nel territorio di Amatitlán e Palín, le autorità di Covial stanno lavorando per aprire l’area dato che le piogge hanno causato smottamenti che hanno ostruito la strada.

I villaggi di Chibuj e Sintaná del municipio di El Quetzal, San Marcos, sono rimasti isolati dal capoluogo municipale di Coatepeque, a causa della frana del un pendio di montagna che ha ostruito la strada. Nel tratto di strada che collega San Miguel Ixtahuacán, San Marcos con San Gaspar Ixil Huehuetenango, vi sono state sei frane, che hanno ostacolato la circolazione dei veicoli.

Il municipio di Tajumulco è rimasto isolato perché, lungo la strada che conduce a quel municipio sono in corso lavori per asfaltarla, ci sono state 15 frane.

Ai km. 192 e 212 della strada verso Champerico vari ruscelli sono ingrossati al punto da tracimare causando inondazioni, mentre lo straripamento del fiume Granada ha interrotto il passaggio verso il capoluogo del dipartimento.

Centinaia di famiglie sono state evacuate dai pompieri volontari di Retalhuleu, al momento non si conoscono le cifre esatte di quante persone sono stare evacuate per lo straripamento di fiumi e ruscelli nella zona bassa di Champerico.

Villaggi come El Rosario, El Triunfo, Cuchuapan, La Esperanza, La Felicidad, sector Sánchez, 20 de Octubre, Las Maduras, Victorias El Salto, María del Mar, tra i tanti, sono quelli più colpiti dalle forti piogge che hanno colpito questa zona del Pacifico.

Nel frattempo, a Escuintla, la pioggia e lo straripamento dei fiumi ha causato inondazioni in vari municipi, i più colpiti sono Puertos San José, Iztapa, Palin, la Ciudad de Escuintla, Nueva Concepción, Siquinalá y Santa Lucía Cotzumalguapa.

A Palín le piogge hanno causato lo straripamento del fiume Michatoya, che ha danneggiato i villaggi Los Sauces, Colonia el Esfuerzo, Emaus, Balmoral, Jardines y la línea Férrea, dai quali sono state evacuate 50 famiglie, ospitate nella struttura di un collegio privato, secondo quanto comunicato da CONRED.

Il municipio di San Vicente Pacaya è rimasto isolato per una frana al km. 52.

Le autorità hanno indicato che sono state inviate le attrezzature per aprire il cammino, dato che centinaia di danneggiati dall’eruzione del vulcano Pacaya si trovano ospitati in quel luogo.

Prensa Libre, 29/05/2010

 

 

lunedì 31 maggio 2010

140 - ALMENO 82 MORTI A CAUSA DELLE PIOGGE

Il presidente Alvaro Colom ha informato questa notte che sono state già contate 82 persone morte a causa delle frane e inondazioni causate dalla tormenta tropicale Agatha, che oggi è stata classificata come un sistema di bassa pressione. Ha aggiunto che ci sono ancora 53 persone disperse e 59 con vari tipi di ferite.
Fino a questa notte, il conteggio dei danni ammonta a 111.964 persone evacuate e 29.245 ospitate presso centri di raccolta.
“Stiamo dando la priorità all’assistenza delle persone rimaste isolate per la crollo dei ponti e il danneggiamento delle vie di comunicazione” ha assicurato il Presidente della Repubblica durante una conferenza stampa presso la sede della CONRED.
Guillermo Castillo, ministro delle Comunicazioni, ha detto che la piena dei fiumi ha causato la caduta di almeno 13 ponti in vari dipartimenti del paese. Diverse vie di comunicazione sono ancora bloccate per frane e inondazioni.
Colom ha affermato che quasi gli stessi ponti danneggiati durante gli uragani Mitch e Stan sono crollati questa volta, e per questo ha proposto una revisione della definizione delle infrastrutture viarie per evitare futuri cedimenti nella rete stradale.
Il servizio meteorologico dell’Istituto Nazionale di Sismologia, Vulcanologia, Meteorologia e Idrologia ha informato, nel suo ultimo bollettino, che la bassa pressione che ha fatto il suo ingresso nel territorio nazionale si è dissolta, ed è rimasta solo umidità nel paese. Durante la notte si spera che ci siano piogge e pioggerelle e un po’ di nebbia all’alba di domani mattina. Tuttavia, le previsioni per la zona sud occidentale del paese sono di forti acquazzoni. In generale, si spera che nei prossimi giorni il tempo si stabilizzi e cominci a piovere come avviene in questa stagione.
Por Prensa Libre.Com 30/05/2010

 

 

lunedì 31 maggio 2010

142 - LA PIENA DEL FIUME MOTAGUA CAUSA DISTRUZIONI IN IZABAL

Ponti distrutti, drenaggi, vie e strade collassate, perdite di vari milioni nei settore dell’allevamento del bestiame, agricoltura e commercio sono le calamità che la piena del fiume Motagua ha causato al suo passaggio nel municipio di Los Amantes, Izabal.
Due persone sono disperse e cento sono state evacuate mentre rimane isolato il dipartimento dalla capitale del paese, per lo straripamento del fiume Juan de Paz, al km.190, dove il livello dell’acqua super ai due metri e un camion continua ad essere incagliato.
La fila dei veicoli raggiunge i quindici chilometri lungo entrambi i sensi della strada. Il ponte del villaggio El Rico è crollato, lasciando isolate 70 comunità, secondo le informazioni di Edgardo Ramírez, dell’ufficio per la Pianificazione del Municipio di Los Amantes.
La piena del fiume Motagua ha inondato 1.200 case, mentre il 60% del municipio è gravemente danneggiato nella sua infrastruttura viaria e nella rete fognaria.
Le comunità più colpite con El Rico sono la tenuta Nueva, Quiché, Las Viñas, Seguana, Las Lomas, Puebla, Chiriquí, Dakota, le tenute bananiere de la Compañía de Desarrollo Bananero de Guatemala, S.A. (Bandegua), oltre al quartiere La Estación e la chiesa cattolica del centro urbano.
In un sopralluogo realizzato da Prensa Libre nelle zone colpite, è stato possibile constatare come le acque hanno sommerso le case, trascinando utensili, animali da cortile, maiali e bovini. Per salvare la vita, le persone sono salite sulle parti più alte delle case in attesa di aiuti governativi.
La piena del Motagua ha causato danni anche in Gualán, Zacapa, dove ha inondato numerose case e prodotto perdite notevoli.
Prensa Libre 30/05/2010

 

lunedì 31 maggio 2010

144 - SEI MUNICIPI DEL QUICHÈ SONO ISOLATI

I danni che la tempesta tropicale Agatha ha causato ad un ponte di recente costruzione a Sacapulas (Quichè) hanno isolato sei municipi del nord dal capoluogo del dipartimento.
La chiusura del ponte non ha permesso il passaggio dei veicoli verso i municipi di Nebaj, Cunén, San Juan Cotzal, Chajul, Uspantán y Chicamán verso il capoluogo Santa Cruz del Quichè, dato che è necessario il ponte di Sacapulas.
Il ponte era costato 28 milioni di quetzales durante la presidenza di Oscar Berger, ma non ha sopportato la portata del fiume ed è stato gravemente danneggiato, e per questo è stato necessaria la sua chiusura.
I danni al ponte impediscono anche il transito dall’Alta Verapaz e Huehuetenango.
Le autorità avevano progettato di abilitare un passaggio da San Andrés Sajcabajá come altrernativa al passaggio da Sacapulas, ma il fiume Chixoy ha danneggiato il ponte Xocoj e non è permesso il passaggio.
Prensa Libre 31/05/2010

 

 

 

mercoledì 2 giugno 2010

147 - LA CADUTA DEI PONTI CAUSA DANNI

La caduta di 18 ponti principali sul territorio nazionale ha isolato numerose comunità in una decina di dipartimenti, alcuni di quei ponti erano già stati distrutti in calamità precedenti.
“Ci sono varie comunità isolate, per esempio la parte sud di Baja Verapaz, dove sono stati distrutti i ponti La Canoa y Concuá, e altri a Sololá” ha affermato il presidente Alvaro Colom.
I ponti della Baja Verapaz sono stati travolti dalla piena del fiume Motagua.
“Pensavamo di collocare un ferry, ma a causa della forza delle acque abbiamo deciso di no, così stiamo pensando ad altre soluzioni” ha detto il presidente.
Sebbene siano ufficialmente 18 i ponti crollati, il Coordinamento Nazionale per la Prevenzione dei Disastri (Conred) ha ricevuto ufficialmente relazioni di almeno 106 ponti distrutti, ma le autorità hanno chiarito che si tratta di ponti provvisori o pedonali.
Oltre ai problemi per i ponti, molti tratti stradali erano ancora in attesa di essere liberati dai ostruzioni e frane, come la CA9-Sud, nel tratto da Amatitlàn a Palìn,
Guillermo Castillo,Ministro delle Comunicazioni, ha informato che alla mezzanotte di ieri sarebbe stata apera una corsia nel senso di marcia da Palìn a Amatitlán.
Altre strade importanti, come la CA2-Oriente, è bloccata per la caduta del Ponte Beatriz de la Cueva a Santa Rosa.
Ricostruzione milionaria.
Il processo di ricostruzione costerebbe oltre mille milioni di quetzales, dato che solo per le abitazioni dovrebbero essere spesi oltre 500 milioni di quetzales.
Inoltre, fonti del settore delle infrastrutture hanno assicurato che la rete viaria supererebbe la cifra delle risorse necessarie per la loro ricostruzione, cioè più di 500 milioni, e per questo si arriverebbe a mille milioni di quetzales.
“Aspetterei che domani mattina – oggi – ci fosse la prima bozza di una cifra realista, per ottenere risorse, sia del paese che prestiti esterni. Vorrei che non ci dovessimo indebitare molto, e c’è la solidarietà dei paesi amici, che si sta già manifestando”, ha detto Colom.
Per il periodo in cui si porterà a termine la ricostruzione, il presidente ha detto che esiste la possibilità che nei lavori di ricostruzione si possa contrattare manodopera degli residenti.
Colom ha reso noto che ha dato istruzioni ad Alberto Fuentes, ministro delle Finanze, perché si faccia una preventivo del budget previsto per la ricostruzione.
Ha anche annunciato che c’è stata l’offerta della Banca Interamericana per lo Sviluppo (BID) di 400 mila dollari americani come prestito non rimborsabile.
Inoltre oggi è prevista la visita di funzionari del BID e della Banca Mondiale (BM) per valutare le risorse di cui c’è necessità.
Inoltre c’è attesa perché il Ministero delle Finanze faccia le pratiche per il pagamento del prestito di 85 milioni di dollari autorizzato dalla Banca Mondiale, che ha bisogno della ratifica dello stato di calamità da parte del Congresso.
In mattinata Colom ha dichiarato a Los Amates, Izabal, che la metà della Costa Sud”era distrutta”, riferendosi alle coltivazioni di canna da zucchero e banane, e l’allevamento di gamberi.
“Dicendo il 50% pensavo a che da San Josè (Escuintla) fino alla frontiera con El Salvador, che credo essere la metà della Costa Sud, si sono perse tutte le coltivazioni, è tutto inondato”, ha aggiunto.
Il presidente ha ha affermato che saranno assegnate delle risorse per la ripresa agricola, e per questo ha designato il ministro Juan Alfonso De Leòn perché preveda un procedimento adeguato.
Gli aiuti arrivano
Colom ha sottolineato che la Colombia offrirà da domani un aereo C-130 e un elicottero. Il Messico darà un altro elicottero e l’Honduras altri sei.
Così si consoliderà il ponte aereo che è già iniziato a partire da ieri, nonostante le segnalazioni dell’Aeroclub di non permettere il volo con aerei ad ala fissa per distribuire aiuti.
“Siamo pochi e già iniziamo a ricevere gli aiuti” ha riferito Armando Asturias, rappresentante dei piloti privati dell’Aeroclub.
A questa rimostranza si è aggiunta Roxana Baldetti, deputata del Partido Patriota, che ha segnalato che non si permette distribuire gli aiuti che già sono disponibili.
Le autorità hanno spiegato che ciò avviene perché bisogna finire di pulire le piste per autorizzare i voli degli aerei, anche se questo non ha convinto i perplessi.
Come conseguenza della pioggia provocata dalla tormenta tropicale Agatha, il numero di persone morte è aumentato questa notte a 123 e non si conosce la destinazione di altre 90.
La Conred ha divulgato le ultime cifre, che elencano anche 69 persone ferite, 22.747 in condizioni di rischio e 50.200 trasferite in alloggi e 155.185 evacuate.
Inoltre oggi sono riprese le classi in Petèn, che è il dipartimento meno colpito e in modo graduale riprenderanno a frequentare le scuole gli studenti dei municpi mano mano che passi l’emergenza.
Prensa Libre 01/06/10

 

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FMI: «Países pobres no pueden hacer lo que quieran»

Managua. Radio La Primerísima. | 25 mayo de 2010

 

Dominique Strauss-Kahn, director gerente del Fondo Monetario Internacional, dijo este lunes con gran arrogancia que “Los países pobres no pueden hacer lo que se les dé la gana” con su economía, haciendo gala de la humillante dependencia que los países del tercer mundo tienen con ese organismo.

“Hay que ponerle atención a los países pobres, por ejemplo Nicaragua, pero eso no significa que un país pobre que nos pida ayuda, nosotros dejemos que hagan los que les da la gana, aunque les demos buenos consejos”, declaró el funcionario en una entrevista con la cadena gringa CNN.

Strauss-Kahn fue consultado sobre la medida del FMI de aplazar la cuarta revisión de su programa económico con el gobierno de Nicaragua, e indicó que “los países pobres requieren de especial atención por parte del organismo”, refiriéndose a la decisión del Presidente Ortega de dar un bono solidario a los trabajadores del Estado.

FMI no conoce realidad nicaragüense

El economista Néstor Avendaño catalogó de ortodoxo e ignorante de la situación política y económica del país al Fondo Monetario Internacional, luego que el director gerente de ese organismo justificara ante medios internacionales la suspensión de la cuarta revisión del programa económico con Nicaragua.

En declaraciones dadas a Radio La Primerísima, Avendaño señaló que el Director Gerente del FMI, Dominique Strauss-Khan no conoce mucho sobre Nicaragua, ni las corresponsabilidades sobre grandes problemas que han sido avalados por el propio organismo multilateral.

Denunció, por ejemplo, la desviación de recursos presupuestarios por casi 600 millones de dólares que el entonces Ministro de Hacienda y Crédito Público, Eduardo Montealegre desvió para el pago de deudas onerosas. Recordó que en prestigiosas Universidades norteamericanas es de total conocimiento que muchos directivos del Fondo fueron estudiantes que aprobaron con el mínimo y que, anteriormente, aplaudieron cuando los contribuyentes rescataron a los banqueros inescrupulosos durante una de las crisis económicas más grandes del mundo.

“El FMI mide con las misma vara a todos los países…Es el organismo más ortodoxo que he conocido, funciona con el libro en la mano desconociendo las realidades políticas y económicas de un país…Aquí vienen no a discutir la calidad de la población pobre, sino la calidad de los hoteles cinco estrellas donde se hospedan” denunció el economista; por lo que, el director gerente no habló claro cuando dijo a la cadena CNN que las políticas del FMI diferencian el status de cada país.

Aclaró que nuestro país ya cumplió con los requisitos exigidos por el Fondo para la cuarta revisión, como es la publicación del Reglamento de Ley de reestructuración de Deudas y el reglamento a los emisores de Tarjetas de Crédito, por lo que el tema del “bono salarial”, aunque no fue revisado debidamente, debió ser analizado durante la quinta revisión.

“Nicaragua tiene soberanía fiscal, pero debe hacer las cosas con los procedimientos adecuados” aceptó Avendaño, en referencia al Bono de 529 córdobas. Explicó que el Gobierno, probablemente prefirió no incluirlo en el presupuesto para evitar que se le descontara el seis por ciento para las Universidades y el cuatro por ciento para el Poder Judicial.

“Nicaragua se provocó algún problema (con el bono), pero tendría que ser resuelto para la quinta revisión, pero al parecer el Fondo se ha empecinado que debe resolverse el procedimiento” señaló el economista. La recomendación es que el Bono se introduzca como partida de ingresos corrientes en el reglón de “transferencias corrientes del sector privado”, es decir “donación” del sector privada y en el gasto, en el reglón de “otras prestaciones”.

Por otro lado, señaló que el FMI ya suspendió el programa con Nicaragua desde el primer momento que atrasó la revisión, pero destacó que nuestro país cumplió con los requisitos. “Está presionando para que formalice (el bono, pero si no desembolsan los 18 millones de dólares) el Gobierno tiene la alternativa de seguir una reforma tributaria” agregó. El especialista apostó a una reforma que elimine más exenciones y exoneraciones y finiquitar la reglamentación en los precios de transferencias. “Si el FMI continúa presionando, el Gobierno puede resolver por ahí” dijo Avendaño.

 

 

 

Muertos, heridos, evacuados y daños

 aumentan en Centroamérica

 

Guatemala

 

v    Cantidad de fallecidos por Agatha sube a 93

La cantidad de personas fallecidas confirmadas aumentó a 93, según datos de la Coordinadora para la Reducción de desastres, (CONRED).

 

David de León, vocero de CONRED, dijo que hasta el momento el departamento con más víctimas fatales es Chimaltenango con 49, le sigue Guatemala con 24 y Sololá con 20.

 

v    Crecida del Motagua causa destrucción en Izabal

Puentes destruidos, drenajes, calles, carreteras colapsadas, millonarias pérdidas millonarias en el sector ganadero, agricultura y comercio son los estragos que la crecida del río  Motagua causó a su paso por el municipio de Los Amates, Izabal.

 

 

El Salvador 

 

v    El Salvador confirma 9 muertes por "Agatha"

El presidente de El Salvador, Mauricio Funes, declaró "el estado de emergencia" en todo el país a raíz de las lluvias causadas por la depresión tropical "Agatha" y confirmó que se han registrado nueve muertes.

 

 

Honduras

 

v    Represas de Tegucigalpa alcanzan nivel máximo

El gerente del Sanaa, Danilo Alvarado, informó que las represas Los Laureles y La Concepción alcanzaron su máximo nivel y empiezan a rebalsar ante la cantidad de lluvias que han caído en Tegucigalpa.

 

v    8 muertos en Honduras

El ministro de Educación, Alejandro Ventura, indicó que las clases en el sistema educativo público y privado se suspenden mañana en los departamentos más afectados en el sur, centro y occidente del país, mientras que en la zona norte la medida será solamente en las comunidades más afectadas por las lluvias

 

v    Suspenden vuelos en aeropuertos de Honduras

El aeropuerto internacional de Toncontín mantenía canceladas sus operaciones esta mañana debido a la densa nubosidad que cubre la capital hondureña.

 

José Manuel López Rivera 
· Productor Ejecutivo Programa Desafíos
· Guatevisión  www.guatevision.com
(502) 59 98 65 80



José Manuel López Rivera
· Productor Ejecutivo Programa Desafíos
· Coordinador Periodístico Programa Viva la Mañana
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Coordinador Periodístico Programa Viva la Mañana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BOLETIN INFORMATIVO No. 2

31/05/2010

 

Cifra de muertos sube a 92, mientras sigue búsqueda de desaparecidos

El último reporte oficial de víctimas de la tormenta tropical Ágatha eleva a 92 el número de fallecidos, medio centenar de desaparecidos y un panorama difícil para atender a más de 34 mil damnificados por inundaciones y deslaves.

Los medios Informativos indicaban esta mañana de lunes que los desaparecidos son 54, mientras que 34 mil personas siguen refugiadas, a quienes ha sido complejo atender en los 97 albergues por los más de 30 bloqueos en las carreteras del país, de estos albergues unos son atendidos por la Iglesia Católica de forma total en salones parroquiales, colegios, escuelas o en lugares comunitarios incluyendo casas parroquiales.-

Hasta esta mañana tampoco se ha podido utilizar el transporte aéreo para trasladar la ayuda humanitaria debido al mal tiempo. El aeropuerto continúa cerrado por recomendaciones del Insivumeh debido a la acumulación de arena lanzada el pasado jueves por la erupción del Volcán de Pacaya la cual no ha cesado, pero ayer empezaron a llegar y despegar aeronaves de hélice y helicópteros.

Las autoridades detectan los puntos más vulnerables en Pastores, Sacatepéquez, en la Ciudad de Chimaltenango; Patutul, Suchitepéquez; Moyuta, Jutiapa; Sacapulas, Chichicastenango y Pachalúm, Quiché; San Lucas Tolimán y la cabecera de Sololá; Champerico, Retalhuleu, y los departamentos de San Marcos, Quetzaltenango, Huehuetenango y Totonicapán.

Explica que en la Costa Sur la mayoría de desastres se dieron en las carreteras, como consecuencia de derrumbes y caída de árboles.

La ciudad capital no fue la excepción ya que una buena parte de las personas fallecidas pertenecen a las diferentes zonas que conforman la ciudad. En las zonas 2, 5, 7, 12, 13, y18.

MINISTERIO DE EDUCACION suspendió las clases del 31 de mayo al 04 de junio, en establecimientos públicos y privados.

 

 Colapsan 13 puentes

Este es el recuento de puentes que colapsaron en su totalidad: Puente Doña Beatriz de la Cueva , en el Río Los Esclavos, y entre San José las Brisas y San José del Rosario, ambos en Santa Rosa; Vega de Godínez, en Quiché; La Canoa y Concuá, ambos entre el límite departamental de Guatemala y Baja Verapaz; el que comunica Patulul y San Lucas Tolimán; Orellana y el Jícaro, en el Progreso; El Rico, en Izabal; Cerro Lec, en Sololá; El Arenal, en Jutiapa, y Chiperez y Sacapulas, ambos en Quiché.

En Sololá se desbordó el río Las Lajas, que colinda con la aldea Argueta, Sololá, y La Concordia , en Totonicapán, así como el río San Francisco, que pasa por Panajachel. Esta localidad es otra de las áreas más golpeadas, pues se perdió la comunicación terrestre con San Antonio Palopó y Santa Catarina Palopó.

Amatitlán y Palín fueron los municipios más afectados. El río Michatoya está altamente anegado “desde la compuerta del lago hasta 6 ó 7 kilómetros están llenos de lodo. El lago de Amatitlán tuvo una crecida de 2 a 3 metros, agregó el funcionario.

Unos 900 vecinos de Champerico se encuentran en albergues y por lo menos 30 comunidades están incomunicadas. El puente Castillo Armas se reporta con daños.

 

 

Rutas inhabilitadas

Un informe preliminar del Ministerio de Comunicaciones reporta problemas en la red vial primaria en los siguientes departamentos: Escuintla, Retalhuleu, Quetzaltenango, Quiché, Guatemala, Izabal y Santa Rosa.

Se registran derrumbes en los kilómetros 92 y 96 de la ruta Interamericana. La CA-9 que conduce de Escuintla al Puerto San José podría quedar habilitada hoy por la mañana. Se trabaja en readecuar el tramo de la CA-9 Sur , de los kilómetros 35 al 38, que permanecen anegados.

 


 

 

 

 

Huehuetenango pasa de la emergencia al recuento de daños

Las más de mil 200 personas albergadas en Huehuetenango están regresando a sus casas, aunque la situación está lejos de llegar a la normalidad.

La lluvia de la tormenta Ágatha destruyó parcialmente cuatro puentes y uno de hamaca. Uno de esas estructuras está ubicado en San Ildefonso Ixtahuacán, y ha dejado incomunicados a 70 familias.

  Se ha reportado anoche el fallecimiento de una persona durante la emergencia, El departamento de Huhuetenango es el que ha reportado los mayores daños en la agricultura, pero no han sido cuantificados.

 

 

Seis municipios de Quiché se encuentran incomunicados

Los daños que la tormenta Ágatha causó a un puente de reciente construcción en Sacapulas, Quiché, ha dejado incomunicados a los seis municipios del norte con la cabecera de ese departamento.

El cierre del puente no ha permitido el paso vehicular de los municipios de Nebaj, Cunén, San Juan Cotzal, Chajul, Uspantán y Chicamán con la cabecera Santa Cruz del Quiché pues necesitan el tramo y el puente de Sacapulas.

El problema con el puente también imposibilita el paso desde Alta Verapaz y Huehuetenango.

Las autoridades habían proyectado habilitar un paso de terracería por San Andrés Sajcabajá como alternativa al paso por Sacapulas, pero el río Chixoy averió el puente Xocoj y no permite el paso.

 

Evacúan por aire a gente hallada en techos por inundaciones en Izabal

Pobladores que pasaron la noche en los techos de sus viviendas en unas ocho comunidades y aldeas de Los Amates, Izabal, están siendo evacuadas mediante un puente aéreo.

Se observó que tres helicópteros salen de la finca Seniola para rescatar a los damnificados en esas comunidades productoras de banano.

Se empieza a rescatar a personas atrapadas en comunidades del municipio de Morales.

 

Bomberos de Antigua buscan desaparecidos en tres lugares

Los bomberos de Antigua Guatemala remueven escombros en tres sectores en busca de un número incierto de desaparecidos a causa de la tormenta Ágatha.

En cada uno de los lugares se reportan dos personas soterradas, pero los bomberos escarban para determinar ese extremo.

 

SUCHITEPEQUEZ

   En el Salón Parroquial Patulul hay 455 personas albergadas, en Champerico hay cinco comunidades con casas dañadas, en le Centro seis comunidades dañadas y doscientas familias con casas inundadas.  En Sabernardino  tres comunidades destruidas por río Magualate.

 

SANTA ROSA DE LIMA

   Ya tienen un albergue habilitado con 203 personas en Chiquimulia en la escuela Eduardo Pivaral.  Y veinte comunidades incomunicadas.